lunedì 28 gennaio 2013

La ricerca non si riposa mai

Su 'La Nazione' del 24 gennaio è stato riportato un grandissimo successo della ricerca mondiale nel campo della chirurgia ricostruttiva. Un gruppo di ricercatori della University College di Londra è riuscito a creare un naso del tutto simile a quello perso da un paziente a causa di un tumore. 
Queste cose sono possibili grazie all'utilizzo di cellule staminali, generalmente prelevate dal midollo osseo del paziente, e da anni e anni di studio, di sperimentazione e di ricerca. 
La fase di sperimentazione, come noto, è articolata in studi in vitro e in vivo. Questi ultimi sono continuamente messi in discussione e criticati aspramente per motivi etici e morali. Io sono quasi al termine della carriera universitaria e il prossimo anno sarò laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, corso di laurea incentrato sulla ricerca e la sperimentazione di nuovi farmaci, quindi la mia posizione al riguardo è molto netta. In questi anni di studio mi sono ritrovata spesso a dover difendere risolutamente la ricerca in vivo, effettuata quindi su animali di laboratorio e la mia conclusione in queste discussioni è sempre la stessa: è ovvio che non tutti la possiamo pensare nella stessa maniera, non sarebbe una cosa reale e nemmeno giusta, però troppe volte si parla per sentito dire, per questioni morali infondate. 
Durante il corso di Farmacologia Applicata ho avuto modo di affrontare questo campo della ricerca e di studiarlo anche da un punto di vista legislativo. Sono venuta a conoscenza di vari DL che, giustamente, rendono la materia molto disciplinata e tenuta sotto controllo. Confrontadomi con amici e conoscenti su questo argomento, mi sono resa conto che molte persone che si dichiarano contro questo tipo di studi non conoscono la parte legislativa, o ne hanno un'idea molto vaga. Per questo motivo mi sento di dire che prima di criticare e demonizzare le cose è obbligatorio essere a conoscenza di tutte le sfaccettature della questione in esame, dopodiché ognuno è assolutamente libero di farsi una propria idea e portare avanti le sue convinzioni.
Dal canto mio affermo che la sperimentazione animale è indispensabile per fare dei progressi in campo medico/sanitario, non solo per l'uomo, ma anche per l'immenso campo medico veterinario!!

Intanto è stato fatto un altro passo in avanti grazie anche al contributo di molti scienziati italiani con studi effettuati negli scorsi decenni. Questa è l'Italia che mi piace! 

1 commento:

  1. Mi trovo in pieno accordo con te. Il progresso richiede dei sacrifici. La cura richiede studi molto lunghi e senza modelli su cui studiare non si potrebbe progredire. Prima tra tutte la ricerca sulle cellule staminali. Purtroppo in Italia (ma anche in altri paesi) ci si ferma davanti all'apparenze e non si va al di là del proprio naso. Si pensa ai poveri animali, ma non si riesce a capire quanto il loro contributo alla ricerca sia di base per andare avanti. La sperimentazione animale ci permette di accorciare i tempi. Si potrebbe magari ricostruire gli esperimenti attraverso simulazioni meccaniche, ma il corpo umano è una macchina troppo complessa e imprevedibile, c'è bisogno di esseri viventi reali per capire, non di macchine. Un giorno arriveremo ad abbandonare la sperimentazione animale, ma non è ancora arrivato il momento. Fa male a volte, specialmente per chi ama gli animali, ma il progresso richiede sacrificio.

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